Siamo così tanto immersi in noi stessi da essere ipnotizzati dalle nostre stesse interpretazioni, vivendo estraniati da quello che in realtà ci accade. Siamo assorbiti da ogni minimo impulso corporeo, distratti dalle costanti sollecitazioni emotive, assorbiti dalle impressioni meccaniche della mente. Per abitudine rispondiamo in modo sproporzionato ad ogni evento che cattura la nostra attenzione. Siamo molto spesso distratti, gli automatismi e le disattenzioni ci condizionano pesantemente, perché l’estraneità tra la cosxienza e la percezione ci fa scivolare nelle associazioni meccaniche dei pensieri e delle emozioni.

L’inconsapevolezza è come un gorgo d’acqua che ci risucchia e ci sommerge. Per questo ci costringiamo a restare in situazioni che non desideriamo, e adattandoci, subiamo anche quello che non rappresenta ciò che in realtà siamo.

Dobbiamo riconoscere il torpore in cui sono smarriti i sensi e la nostra cosxienza, perché questa fatale ignoranza ci lascia indifesi nel vortice ottuso che chiamiamo sarcasticamente “Vita”.

Eppure, se ti fermi per un attimo puoi scoprire che in fondo la tua cocente insoddisfazione non è dovuta al sogno in cui reciti ruoli e che ti ostini a definire vita, ma che in realtà essa è il limite da superare per ricongiungerti alla tua Es-senza Im-mortale.

L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto,
sarà libero anche qui in questo mondo.
Giordano Bruno