L’Uomo contemporaneo è paragonabile a un pesce di un grande fiume che, abbandonato al flusso, si lascia trasportare nella direzione determinata dalla corrente. Chi si oppone alla corrente viene respinto, e ancor più contrastato dai corpi galleggianti di chi si lascia trasportare inerme dal fiume della Vita.
Per colui che si incammina dentro di sé, tentare di risalire la corrente è arduo e spesso rischioso, per cui è necessario uno sforzo poderoso e un certo grado di determinazione; ma questo è anche l’unico modo per comprendere se si è davvero vivi e non soltanto il riflesso ripetitivo del sogno di un “Dio addormentato”.
Ma che senso ha vivere senza poter decidere cosa sperimentare e che direzione prendere?
Se mi guardo intorno vedo manichini ambulanti, automi incoscienti che, trasportati dalla corrente, si trascinano qua e là in un mondo impazzito e senz’anima. Vedo le sbarre delle prigioni mentali, i tentacoli avviluppanti delle pulsioni emotive, le paure illusorie, le credenze irriducibili, le sicurezze costruite sul nulla, ed una fede cieca ricamata da regole socio-rituali.
Vedo l’incapacità dei più di fermarsi a riflettere, per paura di scoprirsi poveri, vuoti, inariditi, logorati da guerre intestine, stremati dal raggiungere mete irraggiungibili, catturati nel consumismo a tutti i costi, sfiniti dall’ansia di perdere le pseudo-sicurezze acquisite e il terrore muto di essere ripudiati dal “branco”.
Se riesco a vederlo è perché anch’io ero parte del branco ipnotizzato. Singolare è che, marciando controcorrente, scopro che agli occhi degli altri, ora, anch’io appaio come un inutile folle, un mistico alienato e senza scopo. Divertente paradosso divino.
Ciò che ho risvegliato in me è una fonte di Vita eterna, che, bagnando la sostanza della mia Essenza, feconda e vivifica l’oasi del mio Essere. Quel frammento di verità che ho riscoperto in me è ciò che mi impedisce di godere appieno dei piaceri temporanei della vita, ma è anche quello che mi dà sostegno e sicurezza quando tutto il paradossale anti-divino vuole catturarmi o sembra crollarmi addosso.
Si sa, coloro che vogano controcorrente per il “mondo” non sono nient’altro che “pietre di scarto”. Eppure, la “pietra di scarto” degli alchimisti è la nostra “scintilla divina”, che il mondo profano ci spinge ad abbandonare cercando di convincerci che seguirla sia inutile o infantile.
Il diavolo che temi, è dentro te. L’io è la barriera che separa l’infinito “dentro” dall’infinito “fuori”. Se comprendi tutto ciò, puoi risorgere dai frammenti dell’io come un Fuoco senza volto. Infine, la Fenice risorge dalle sue ceneri, e quando tutto in te è stato purificato appare per incanto la Realtà del tuo Essere.
Sorgi dai frammenti dell’io come un Fuoco senza volto. A tutti appartieni, ma in pochi ti conoscono. Io Sono, aleggiando invisibile sul mondo, dipingi l’insensato di Realtà.
La Libertà non è fare quello che si vuole, ma è sapere quello che si vuole. E ricorda, più ci si eleva e più si è soli.