Per evolvere e crescere come Essenze, abbiamo bisogno di vivere delle “notti oscure”, periodi in cui emozioni come l’ansia, l’afflizione, lo scoraggiamento e la disperazione si impossessano di noi, perturbando l’animo al fine di “cucinare” il nostro ego. Sono le notti della “contraddizione” in cui bisogna saper attendere, altrimenti, presi dall’ansia e dal tentennamento, si acuirà quel senso di paura e alienazione legato all’abbandono delle credenze e delle regole che ci legano al mondo profano.
La conoscenza di se stessi implica la capacità di continuare a camminare, nonostante le difficoltà e le prove dettate dalla Vita con fermezza e dignità. Ciò significa imparare a superare se stessi ancora, ancora e ancora, fiduciosi e indefessi, facendo crescere lentamente i limiti imposti della propria identità idealizzata fino a vederli per ciò che sono: pensieri non indagati con discriminazione, credenze prese a prestito mai elaborate con discernimento; insomma, elucubrazioni mentali indotte dal modello di riferimento con cui siamo stati educastrati e cresciuti.
Questo mondo non l’hai scelto consapevolmente, si è palesato alla tua anima che, fiduciosa e innocente, l’ha assimilato con amorevole ingenuità. Solo colui che discerne tra il mondo che ha trovato alla nascita e il mondo a cui aspira, può davvero orientarsi al richiamo dello Spirito.
Solo tu puoi ricordare e determinare cosa è giusto e vero per te. Ad ognuno è data la possibilità di autodeterminarsi, per scorgere e trasformare le proprie certezze illusorie e finalmente aprirsi alla vera Realtà della vita. La separazione tra l’idealizzazione di sé e il mondo Reale per natura crea attriti, richiede prove, che operano e agiscono in modo diretto e performante attraverso stati e periodi di crisi, necessarie ad alimentare nell’uomo il Fuoco necessario al solve alchimico.
La “notte oscura dell’anima” è per i mistici un periodo di ribaltamento, tristezza, paura, angoscia, confusione e solitudine, esperienze necessarie per aprirsi al Divino. In molti, quando tentano di uscire dal proprio ego, provano la sensazione di entrare in una nuova dimensione colma di dubbi, di ambiguità, di incertezze, un luogo in cui ci si sente persi e risulta quasi impossibile pensare con chiarezza; i vecchi punti di riferimento sono qui inconsistenti. Il Risveglio può esser molto doloroso per chi resiste alla spersonalizzazione, perché ancora troppo attaccato e immerso nel proprio sogno o perché, nonostante le evidenze, non è capace di sommettersi e obbedire alla voce del suo Spirito.
La tua mente vorrebbe che tornassi nel recinto, che smettessi di esplorare liberamente la realtà della Vita, e tornassi al beato ‘comfort’ dell’ovile, dal quale forse non saresti mai dovuto uscire. È questa la temuta rassegnazione, il conformismo che ti spinge a credere che la tua trasformazione personale non possa essere altro che un’utopia.
Tuttavia, ti invito a non demordere mai, e se può tranquillizzarti, sappi che superare se stessi è in fondo Essere ciò che in realtà già sei.
Lo sbocciare in noi del Principio d’Amore implica la morte dell’io ordinario.