Tre principali rapporti sono possibili nelle relazioni tra l’uomo e il mondo. Questi rapporti, se intesi come regole auree, nel senso di essere soggetti ad una precisa Legge, possono essere visti come tre stati d’esperienza con cui l’Essere sperimenta se stesso.
- L’Uomo confuso e perso nel mondo
- L’Uomo rifiutato e alienato dal mondo
- L’Uomo nel mondo ma non del mondo
Nelle prime due relazioni l’uomo, identificato nella struttura che modella la sua personalità di facciata, è scisso dalla propria Essenza e confuso nel mondo delle apparenze. Nella terza relazione l’uomo risvegliato alla sua Essenza è nel mondo ma non del mondo.
Nella prima relazione troviamo l’uomo identificato e confuso dal mondo. Questo è lo stato più comune dell’uomo moderno, identificato totalmente con le forme esteriori del mondo circostante e perciò disciolto in tutti gli accidenti e le credenze di questo mondo. Quest’uomo non è consapevole di errare nella totale confusione, di essere scisso dalla sua vera Essenza. Sottomesso allo scorrere del tempo, patologicamente malato di futuro, corre tutto il giorno per ricominciare il giorno successivo a correre di nuovo, finché allo stremo delle forze è il suo corpo a richiedere o imporre una necessaria pausa. Al di là delle sue buone intenzioni, il fine che lo muove è quello di sempre: competere e lottare per acchiappare un “pollo” per pranzo, e se la brama non è sazia, competere e lottare per acchiappare una “gallina” per cena. Questo tipo d’uomo appartiene alla categoria degli “allucinati”. I valori cardini di questa tipologia d’uomo perso nel mondo sono il Potere, i Soldi e il Sesso, e la corrispondente competizione per colmarne la mancanza.
Nella seconda relazione troviamo l’uomo perduto dal mondo. Si tratta dell’uomo incapace di aderire ad uno schema sociale, non idoneo o inadeguato agli standard sociali e culturali dell’epoca, reietto, nella versione peggiore magari è un alienato, un barbone, e nella versione migliore un anacoreta o un eremita; in tutti i casi non partecipa più al mondo: il mondo lo ha completamente rifiutato, esiliato, emarginato e dimenticato. Questo tipo d’uomo appartiene alla casta dei “dimenticati”. I valori di questa tipologia d’uomo sono Indipendenza, Autonomia, Sopravvivenza, Adattamento, e i vari modi per ottenerli.
Nella terza relazione c’è il rapporto che più ci interessa, essendo quello dell’uomo nel mondo ma non di questo mondo. Questa terza e particolare relazione uomo-mondo è egregiamente citata nei vangeli con la parabola: “Sono nel mondo, ma non sono di questo mondo”.
Questo tipo d’uomo partecipa alla vita del mondo ricordandosi di sé, cioè mantenendo viva la cosxienza della propria Essenza: è vigile e sveglio; quante volte sempre nei Vangeli è usata la parola: Svegliatevi, Vegliate!
Quest’uomo si avvale delle nuove tecniche e delle opportunità che esse offrono, le sa integrare nella propria vita perché possiede uno scopo. Quest’uomo nella sua esteriorità è rivolto all’Altrove, poiché interiormente il suo sguardo scruta l’Oltre. É al di là del conosciuto, oltre la quotidianità e l’ordinarietà, perché ha trasceso le convenzioni e integrato le interpretazioni dettate dai punti di vista personali. Audace, è spesso su una linea di confine; coltiva la Pace e pratica la sana Follia. Quest’uomo è iniziato all’Arte, poiché sperimenta e opera nel mondo attraverso la Mistica della sua innata arte. In uno stato di cosxienza di distacco partecipato, è al di là del bene del male, per questo evita di cadere nella rete in cui sono caduti gli uomini persi nel mondo e gli uomini rifiutati dal mondo. Quest’uomo è il dopo-uomo, l’ente cristico senza croce, colui che dopo un duro Lavoro si è risvegliato alla sorgente stessa della Vita, fonte e scaturigine del Pensiero Vivente. Costui è colui che la regola morale, seguita e difesa dalla folla, etichetta come folle oppure definisce un idiota.
La parola ‘idiota’ ha due significati: il vero significato, che le fu dato dagli antichi saggi, era ‘essere sé stessi’. Un uomo che è sé stesso sembra e si comporta come un folle per coloro che vivono nel mondo delle illusioni, così quando essi chiamano idiota un uomo intendono dire che non condivide le loro illusioni. Chiunque decida di lavorare su sé stesso è un idiota in entrambi i significati. Il saggio sa che sta cercando la realtà. Lo stupido pensa che sia impazzito. Noi qui presumiamo di cercare la realtà, quindi dovremmo tutti essere idioti: ma nessuno può rendervi un idiota. Dovete sceglierlo voi stessi.
E. Bennet – Idioti a Parigi (da una citazione di G.I. Gurdjieff)