Il termine “Risveglio” è spesso interpretato come la fine della divisione dell’Essere e la simultanea scoperta di una prospettiva e di un modo di vivere che è totale, completo e libero dalla dualità. 
Quelli che hanno intravisto questa prospettiva affermano che la realizzazione ultima sia tale che non c’è differenza tra il mondo e l’Assoluto, tra il Cielo e la Terra, fra il Samsara ed il Nirvana, tra il manifesto e il non-manifesto. Ma altri dicono che il mondo non esista del tutto, che in effetti non sia che un’illusione, o meglio, che il mondo in cui credevano prima era completamente privo di senso, di significato o di realtà. Ma allora, secondo la nostra esperienza, il mondo è reale? È irreale? O tutt’è due insieme?

Mi piace andare nelle città dove la gente sembra totalmente assorbita. A volte mi sembra di essere in un grande circo: nella strada la gente compulsiva si agita in tutte le direzioni, quasi correndo. Ognuno sembra in uno stato di tensione nervosa, di frenesia, di ansia. Questa è sofferenza, reale, ma non è riconosciuta come tale. Allora mi sono domandato: ma dove correvo io? E dove corrono loro così?

E, in effetti, influenzati dal passato, corrono tutti verso il futuro. Hanno bisogno di andare verso un posto che non sia qui. È una corsa nel tempo: non ora, tra poco, più tardi, domani. Corrono verso un “più tardi”. Soprattutto corrono verso un “do-mai” – un domani che non c’è – ma non lo sanno nemmeno. Eppure, anche il solo guardare questo spettacolo procura meraviglia.

Ormai non mi dico più: “bisogna che lo sappiano”. Loro seguono il loro mondo, il loro istinto, il loro credo, il proprio cammino spirituale. Per adesso una corsa contro il tempo è il cammino spirituale per l’umanità, e va meravigliosamente bene.

Quando mi interesso agli eventi, alle persone, o cammino per strada, facendo cose ordinarie, sento il mondo come un caleidoscopio di onde che si increspano sulla superficie del mio Esserci. Eppure anche le escrescenze del mondo sono reali, e tutto ciò che è reale non può non essere lo stesso Essere immortale.

In ogni forma, soggetta alla nascita e alla morte, si trova l’immortale. L’essenza di ogni forma è l’immortalità. Anche l’essenza di un filo d’erba è l’immortalità. Anche la mia e la tua Essenza è immortalità.

Il campo del sacro dunque non è esclusivamente l’Essere manifesto (nel mondo) o il non-manifesto (ma non del mondo).

Il mondo delle forme è una manifestazione temporanea dell’Essere. Per questo il mondo in ogni sua diretta manifestazione è dannatamente sacro.

Tutto è Coxienza, e questa Cosxienza – Tò òn – è tutto ciò che è.

 

Gli uomini impazziscono perché non sanno che il conflitto è dentro di loro, e ciascuno addossa il torto all’altro. Se una metà dell’umanità è in torto, allora è in torto, per metà, ogni essere umano. Ma non vede il conflitto presente nella propria anima, che è però la fonte della sventura esterna.

C.G.Jung