Un Insegnamento tradizionale, animato dalla Luce del Vero, si riconosce innanzitutto perché propone una pratica costante di spersonalizzazione (“decrescita personale”), necessaria a fare spazio alle qualità atrofizzate dell’Essenza. A differenza di quel che si crede, un vero Insegnamento non offre mai soluzioni ma, tendenzialmente e a vari gradi, insegna a praticare l’Arte sacra della rinuncia.
Quest’Arte è una potente pratica spirituale, è un fare squisitamente interiore, un talento che non si acquisisce con tecniche energetiche e nemmeno con riti magici, ma attraverso la graduale connessione al proprio centro Divino si risveglia in modo spontaneo, e perciò è accessibile a pochi. Tutti possiedono questo potente talento, eppure non tutti riescono a lavorare sinceramente per rendere tale Arte lo scopo della propria vita.
L’Arte della rinuncia è una “operazione di sottrazione”, insegna a cedere invece di acquisire, ad accogliere invece di combattere, riunisce anziché separare. La pratica consapevole è un potente solvente per ogni forma di scissione, separazione, identificazione, competizione e paura.
Quest’Arte sacra non è una filosofia dottrinale ma un talento spirituale sopito in ogni essere umano, un singolare e specifico modo d’essere, e dunque lo si può solo sperimentare su e da sé stessi: solo l’esperienza diretta di quest’Arte è ciò che definiamo GNOSI.
Ogni appetire ai modelli del mondo esteriore è motivo di schiavitù e sofferenza. La rinuncia consapevole ai modelli esteriori è Libertà in movimento. Questo è un esempio dell’Arte della rinuncia.
È attraverso l’Arte della rinuncia che la chiarezza e la sincerità d’animo nutrono la genialità sopita dell’Essere, qualificazioni, queste, necessarie per il Risveglio della Cosxienza.