La vita dell’individuo che si è consacrato di sua volontà al discepolato attraversa crisi profonde. Le crisi non devono spaventare, sono soglie che dobbiamo attraversare; quello che conta è la qualità essenziale di come si è disposti a procedere per attraversarle. Ciò in cui possiamo inciampare, cadere e rimanere feriti, o fare errori grossolani, in molti casi è inevitabile, e forse propedeutico.

Colui che sta perseguendo la Via dell’Essere, deciso a percorrere il Sentiero della trasformazione totale, deve aspettarsi ugualmente di compiere il percorso attraversando ostacoli e difficoltà, avendo come compagna la Sofferenza, e anche la Solitudine.

Egli è deliberatamente entrato in un processo di transizione, è in viaggio nella Terra di Mezzo. Ha collocato se stesso “fuori dagli ingranaggi tradizionali” per potersi trasformare in un ingranaggio più elevato, e molto raramente tale cambiamento è senza intoppi, perché ogni posizione degl’ingranaggi abituali resiste al cambiamento; d’altronde non esiste qualche ‘lubrificante’ che faciliti lo spostamento poiché, come si apprende strada facendo, ciascun meccanismo è circondato da una massa di credenze culturali e memorie generazionali, nodi coagulati energeticamente e vibrazionalmente che ostacolano il risveglio.

Quantunque nel profondo della sua cosxienza l’individuo abbandoni i livelli animali e sociali, verso i quali la sua volontà non può più funzionare meccanicamente, egli agisce ancora come un organismo biologico automatico, e per quanto possa negarlo, resta condizionato dalla cultura che gli ha fornito un linguaggio specifico, credenze e modelli di pensiero e percezione, e anche di condotta.

Il risultato di quest’attraversamento, a livello psichico, è una confusione spesso stridente e potenzialmente allucinante, specialmente se non vi è una luce stabile a indicare la Via e sostenere il viaggio.

Ognuno dunque può liberamente scegliere se seguire passivamente l’ampio percorso dell’evoluzione planetaria, trascinato nell’ondeggiante e lento movimento delle masse umane culturalmente addormentate, che si estende con un carattere ciclico ma eminentemente ripetitivo, oppure lavorare motivato per risvegliarsi all’Oceano di Potenzialità sopito in ognuno di noi.

L’unica condizione richiesta è “ricordarti di essere”.

 

“Quando diventate consapevoli non solo di ciò che state facendo, ma anche di voi stessi che lo fate, vedete sia ‘io’ che il ‘qui’ di ‘io sono qui’. Questo è il ricordo di sé”.

Gurdjieff