Colui che sceglie la via dell’Essere deve sempre essere pronto ad accettare l’imprevisto, così come saper accogliere il miracoloso: bisogna aver fede. La fede è l’insindacabile ed intuitiva sensazione, anche se intellettivamente inspiegabile, che ci fa realizzare di essere circondati da un’infinita Possibilità in cui tutto è come deve essere.

La maggior parte delle persone è sorda al richiamo dello Spirito, è ristretta e rifiuta di sentire e di vedere, talmente coinvolta nella frenetica agitazione di superficie, generatrice di paure, tra cui la falsa credenza masochistica che il mondo sia uno scenario di crudeltà e sofferenza.

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La ripetizione è necessaria, perché l’individuo che avanza – o che potrebbe retrocedere – su questo percorso oscilla passivamente tra i movimenti alternanti dell’ondata evolutiva.

I cicli vanno e vengono. Un io succede ad un altro io, e sebbene l’Anima da cui sono alimentati e a cui sono vincolati da fili magnetici stia in guardia per stabilire un vincolo più stretto tra queste maschere, queste personalità successive rispondono flebilmente. Il fuoco della volontà divina arde fiocamente nelle loro tiepide emozioni mai veramente vissute a pieno, oppure s’infuria, ma per un momento, poi s’affievolisce, sopraffatto dalla mediocrità circostante, incapace di portare a termine un impegno esitante e labile. Allora deve ricominciare tutto daccapo, ahimè, ripetendo così spesso il passato che ha lasciato in sospeso tante cose.

Ė difficile a volte per i cerchi trasformarsi in spirali! Possono farlo solo se la forza centrifuga agisce prontamente per superare l’inerzia del movimento circolare; quella forza è la volontà racchiusa nel Fuoco dell’Essere: è la volontà che ogni successivo inizio debba essere un nuovo inizio, una fresca ed originale emanazione, un sentimento entusiasmante di nuova potenzialità.

La peggiore sconfitta è quella che avviene per monotonia e ripetitività; eppure le Possibilità dell’uomo sono infinite. Quando i cristiani ripetono: “Con Dio tutte le cose sono possibili”, ciò che fanno è personalizzare quest’infinito dello Spirito. In ogni esperienza una possibilità è sempre presente, ma l’individuo deve essere responsivo e responsabile impugnando la propria volontà. La sua mano sostiene la spada, ma lo Spirito muoverà la mano se la sua cosxienza sarà pronta, aperta, ricettiva, disponibile ad abbandonarsi, arresa ad una Volontà più vasta. Allora il bersaglio sarà colpito. Una traversata piena di impossibili possibilità!

Probabilmente è arduo affrontare questa traversata, a meno che, in un modo o nell’altro, l’aspirante vi sia stato preparato per vocazione, o da coloro che sono già passati all’altra sponda e che, dopo aver lasciato istruzioni dettate dall’esperienza, sorvegliano e sono pronti ad offrire guida e forse assistenza, anche se nascosti e invisibili al viaggiatore.

Tuttavia, pur ricevendo un aiuto sicuro, il viaggiatore deve fare la traversata da solo; è lui che deve combattere la sofferenza inconsapevole, arginare le potenti correnti di entropia mentale, psichica e materiale, confrontandosi con la grande stanchezza, la solitudine, e un insidioso senso di nullità e inutilità.

Quando è richiesto, con responsabilità, deve accettare la Realtà e superare la tensione dei suoi nervi tesi che friggono e sono pronti ad esplodere.

Placato l’animo, è nutrita l’Essenza, allora un candido desiderio di essere per servire il Divino per il Divino affiora e diviene lo scopo di ogni individuo risvegliatosi alla Realtà.

 

E allora l’eletto può Servire la Vita spargendo l’influsso del suo tormentato genio.